Ricerca con IA

Il clic è morto? Cosa cambia quando Google risponde al posto tuo

Il calo è reale e sta accelerando: dal 34,5% al 58% in otto mesi. Ma non colpisce tutte le ricerche allo stesso modo, e ciò che prende il posto del clic segue regole proprie.

Di 6 min di lettura

Un telefono acceso sul tavolino di un caffè; fuori, sfocate, le vetrine illuminate della strada.

Il clic non è morto: si è ridotto, e non ovunque allo stesso modo. Quando Google mostra una risposta generata dall'IA in cima alla pagina, il primo risultato organico riceve il 58% di clic in meno di quanti ne otterrebbe senza.1 La perdita si concentra sulle ricerche informative. Chi cerca per comprare continua a cliccare. Quello che cambia, in concreto, è dove conviene investire il tuo impegno.

Una bilancia d'ottone: un piatto carico di sabbia dorata pende in basso; l'altro, quasi vuoto, sale.

Quanto traffico si perde davvero

La misurazione più solida oggi disponibile ha messo a confronto 300.000 parole chiave, metà con una risposta IA in cima e metà senza, partendo dai dati aggregati di Search Console.1 Ad aprile 2025 la differenza di clic era del 34,5%.2 Ripetuto il calcolo con i dati di dicembre, la differenza era salita al 58%.1 In otto mesi la perdita è quasi raddoppiata.

Conviene chiarire che cosa è questo numero e che cosa non è. Si tratta di una correlazione tra due gruppi di ricerche simili, non di un esperimento controllato. E riguarda la prima posizione: chi era quinto riceveva già pochi clic prima che arrivasse l'IA. Se il tuo foglio di calcolo mostra un calo minore, significa semplicemente che il tuo mix di ricerche è diverso dalla media.

Su una cosa concordano quasi tutti gli studi: il calo è reale, è consistente e sta accelerando.

Primo piano delle mani di un uomo d'affari che firma un contratto con la stilografica su una scrivania di legno.

Dove la perdita colpisce e dove non arriva

La risposta IA non compare in tutte le ricerche e, quando compare, non le penalizza tutte allo stesso modo. Lo schema è costante: più una ricerca chiede un fatto, più l'IA la risolve da sola; più chiede una decisione, un confronto di prezzi o un fornitore, più l'utente continua a cliccare. Questo cambia il calcolo su quali contenuti rendono ancora.

Tipo di ricerca Esempio Rischio di perdere il clic
Definizione o fatto semplice cos'è hreflang Alto: l'IA risponde per intero
Guida breve come creare un account Google Ads Alto
Confronto tra opzioni Performance Max o campagna sulla rete di ricerca Medio
Prezzo e incarico quanto costa un'agenzia di pubblicità online Basso
Scelta di un fornitore in zona agenzia di marketing a Torino Basso

La lettura pratica di questa tabella è scomoda ma utile: i contenuti di pura parte alta del funnel (glossari, pagine cos'è, definizioni) non sono più un buon investimento per portare traffico. Servono ancora, ma a un'altra cosa: essere citati. E la citazione è una moneta diversa dal clic.

Delle forbici tagliano un foglio di carta viola; dalla fessura del taglio filtra una luce dorata.

Cosa sceglie di citare l'IA

Qui la logica si ribalta, e quasi nessuno ne ha ancora preso atto. La domanda non è più come salgo in classifica, ma come divento il passaggio che il sistema estrae. Sono criteri diversi, e il secondo è più facile da soddisfare del primo, perché dipende dalla struttura, che è interamente nelle tue mani.

La lunghezza non aiuta. Un'analisi di 174.048 pagine e 1,6 milioni di URL citati ha rilevato una correlazione di 0,04 tra numero di parole e citazione in una risposta IA, che in statistica equivale a nessuna.3 La dimensione che conta è quella di ogni passaggio: un'analisi di 10.000 citazioni dell'IA condotta nel 2025 ha rilevato che i passaggi di 40-75 parole venivano citati 3,1 volte più di quelli lunghi.4

Quello che pesa è la forma. I blocchi autonomi, che si capiscono anche letti fuori dalla pagina, sono ciò che i sistemi di IA riescono a sfruttare: il contenuto deve reggersi quando viene estratto in frammenti di 50-150 parole.5 È una questione meccanica: il sistema estrae un frammento, non la pagina intera. Se il tuo frammento funziona solo insieme al paragrafo precedente, non può essere estratto.

E non basta centrare il bersaglio in un solo posto. Tra AI Mode e gli AI Overviews dello stesso Google coincide solo il 13% delle citazioni.6 Sono due pubblici che attingono quasi a fonti diverse.

L'acqua versata in un secchio di legno pieno di buchi fuoriesce da ogni parte.

L'errore che quasi tutti stanno facendo adesso

L'errore più costoso del momento è reagire al calo di traffico pubblicando di più. Più articoli, più parole, più varianti della stessa domanda. Così il costo sale senza toccare la causa: il problema sta nel formato dei contenuti. Più testo con la stessa struttura non produce niente di più.

Il secondo errore è abbandonare del tutto i contenuti informativi perché "non portano più clic". È buttare via la moneta nuova insieme a quella vecchia. Un articolo citato dall'IA porta il nome della tua azienda dentro la risposta, davanti a chi sta decidendo, senza spendere in pubblicità. Ti dà presenza, che è il gradino prima del clic.

Il terzo errore è pensare che basti uno strumento. Nessun plugin trasforma un testo strutturato male in un passaggio citabile, perché la struttura è una scelta di scrittura, non un'impostazione del software.

Il cursore del mouse su un punto luminoso di una curva viola e ambra, su uno schermo scuro.

Cosa fare adesso

Niente rifacimento dell'intero sito, nessuna assunzione, nessuno strumento nuovo da comprare. L'ordine che segue è quello del ritorno più rapido: i primi due passi agiscono su ciò che conta di più; gli ultimi sono abitudini, non progetti. Seguili in ordine e fermati quando finisce il tempo: già a metà strada il risultato cambia.

  1. Individua le cinque pagine che portavano più traffico e ne hanno perso di più. Search Console te lo mostra gratis: confronta impressioni e clic degli ultimi tre mesi con lo stesso periodo dell'anno precedente.
  2. Apri ciascuna con una risposta di 40-75 parole. Prima di qualsiasi sottotitolo, rispondi per intero alla domanda del titolo. Chi legge solo quel passaggio deve trovarci quello che cercava.
  3. Spezza i paragrafi lunghi. Nessun blocco oltre le 150 parole, un'idea per paragrafo, e ciascuno comprensibile fuori contesto.
  4. Trasforma un confronto in tabella. La tabella è il formato che le macchine estraggono di più e che le persone scorrono più volentieri: le due cose insieme.
  5. Aggiungi in fondo tre domande frequenti vere, ciascuna con una risposta di una o due frasi complete. Usa le domande che i clienti ti fanno al telefono, non quelle che immagini tu.
  6. Cita la fonte di ogni numero. Con il link e la data in cui l'hai verificato. È ciò che distingue la tua pagina da un testo generico prodotto in serie, ed è proprio ciò che un sistema cerca prima di riprendere un'affermazione.
  7. Misura la citazione, non solo la posizione. Una volta al mese chiedi agli strumenti di IA cosa rispondono sul tuo argomento e annota se compare il tuo nome. È rudimentale, è manuale ed è più eloquente di qualsiasi dashboard.

Nessuno di questi passi richiede budget.

Delle mani legano un'etichetta bianca al tutore di una piantina appena messa a dimora.

Prossimo passo

Prendi la pagina che ha perso più traffico nell'ultimo anno e applica solo i passi 2 e 3: l'apertura di 40-75 parole e la divisione dei paragrafi. Poi annota la data. Sarà quella data a dirti, quando arriveranno i numeri delle settimane successive, se il cambio di formato ha fatto la differenza nel tuo caso, l'unico che conta.

Domande frequenti

AI Overview compare in tutte le ricerche?

No. La sua presenza cambia molto a seconda del tipo di ricerca: è frequente nelle domande informative e nelle definizioni, molto meno nelle ricerche di acquisto, di prezzo o di fornitori in zona. Conviene misurarla sul tuo portafoglio di parole chiave prima di trarre conclusioni generali.

Se il traffico cala, ha ancora senso pubblicare contenuti?

Sì, ma con un altro obiettivo. L'articolo informativo non serve più soprattutto a raccogliere clic: è diventato un candidato alla citazione. Porta il nome della tua azienda dentro la risposta, davanti a chi sta decidendo, senza spendere in pubblicità.

Qual è oggi la lunghezza ideale di un articolo?

Non esiste. La correlazione tra numero di parole e citazione da parte dei sistemi di IA è quasi zero. Conta la struttura: sezioni che si reggono da sole, un'idea per paragrafo e una risposta diretta in apertura di ogni sezione.

Come faccio a sapere se vengo citato?

A mano, ed è già utile: una volta al mese poni le cinque domande tipiche del tuo settore agli strumenti di IA che usa il tuo pubblico e annota se il tuo marchio compare e in che punto della risposta. Conserva le date per poter fare confronti.

Fonti

  1. AhrefsAI Overviews Reduce Clicks by 58% (atualização)the presence of an AI Overview now correlates with a 58% lower average clickthrough rate consultato il 21 settembre 2026. ↩︎
  2. AhrefsAI Overviews Reduce Clicks by 34.5%the presence of an AI Overview in the search results correlated with a 34.5% lower average clickthrough rate consultato il 21 settembre 2026. ↩︎
  3. PushLeadsHow Long Should Your Content Be to Get Cited by AI Search in 2026the correlation between word count and AI Overview citations is just 0.04 consultato il 27 settembre 2026. ↩︎
  4. KimeHow to Structure Content for LLM Extraction: A GEO Guide for 2026A 2025 analysis of 10,000 AI citations found that passages between 40 and 75 words were cited 3.1x more often than longer passages consultato il 27 settembre 2026. ↩︎
  5. EkamoiraAI citations: how LLMs choose their sourcescontent must make sense when pulled as 50-150 word chunks consultato il 27 settembre 2026. ↩︎
  6. Search Engine JournalGoogle AI Mode & AI Overviews Cite Different URLs, Per Ahrefs ReportAI Mode and AI Overviews cited the same URLs only 13% of the time. consultato il 27 settembre 2026. ↩︎